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La Scuola trasformata in appartamento in RIABITA, anno XX, n.3,
marzo 2004
A seguito dell’evento sismico che si abbatté sulla Campania
e Basilicata il 23 novembre di vent’anni addietro, molti edifici
cinque, sei, settecenteschi del centro storico di Napoli, come altrove,
subirono sicuramente dei danni, anche se di non particolare gravità,
collaudati ormai come sono da secoli di “scotimenti” continui,
rispetto a quelli registrati nelle zone dell’entroterra prossime
all’epicentro.
La tragicità della circostanza fu interpretata come una utile opportunità
per attingere alle casse pubbliche per rattoppare piaghe pregresse e alimentare
una speculazione infinita, pubblica e privata, ben supportata dai tecnici,
progettisti ed imprenditori, ma soprattutto l’occasione fu propizia
per liberare numerosi appartamenti, specie ai piani “nobili”,
concessi in affitto alla municipalità per allocarvi scuole di ogni
ordine e genere, per provvedere ai necessari lavori di consolidamento,
in ciò favoriti in contemporanea dal ridursi della popolazione
scolare e dal consolidarsi di una più accorta politica di edilizia
scolastica.
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L’appartamento
di cui si parla occupa, per l’appunto, una di queste scuole dimesse
in un edificio di fondazione cinquecentesca, ma ampliato e ridefinito
sostanzialmente tra Seicento e Settecento, posto nel “ventre”
della città, nella sua parte più chiassosa e vociante, adiacente
ai poco rassicuranti Quartieri Spagnoli ed a ridosso dell’area di
mercato della Pignasecca, cioè lungo quel primo tratto in forte
ascesa, un tempo a gradoni e oggi spianata per consentire il necessario
traffico motoristico, che si identifica con quella via Spaccanapoli che
squarcia il tessuto urbano in parti uguali con un taglio netto e rettilineo
della lunghezza di più chilometri compreso tra i due estremi della
collina di Sant’Elmo e la zona in basso dei tribunali della Vicaria.
Tale strada, in buona parte è coincidente con il Decumano inferiore
della città grecoromana e varia di continuo, dal punto di vista
dell’ambiente sociale e commerciale, dell’architettura e delle
opere d’arte, da Monteoliveto a Forcella, passando per le piazze
del Gesù e San Domenico in mezzo alle quali si ergono le spettacolari
macchine da festa marmoree settecentesche; quindi le chiese di Santa Chiara,
San Lorenzo, i Gerolomini e via di seguito.
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La superficie
dell’abitazione-studio è articolata su tre livelli per una
superficie complessiva di circa cinquecento metri quadri per un nucleo
familiare di quattro unità, ma con interessi molto differenziati,
tra una storica delle arti minori, un islamista, un grafico ed un architetto.
E proprio da ciò, dalla compresenza di più individualità,
ne è conseguita una distribuzione interna composta da nuclei sufficientemente
autonomi attrezzati, ciascuno di essi, dei necessari spazi per il riposo,
per lo studio e per il lavoro, tutti confluenti a loro volta nella “strada
interna” che lambisce la zona del pranzo, la cucina (il vero luogo
di partecipazione collettiva) ed il soggiorno.
1 marzo 2004
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Omnibook
7
È uscito il nuovo annuario del design italiano "Omnibook"
della Ikon Editrice di Milano, giunto quest'anno alla sua settima edizione
e in distribuzione in tutto il mondo.
StudioGuida presenta in otto pagine progetti di comunicazione visiva che
testimoniano di quasi trent'anni di attività, tra ricerca, sperimentazioni
e qualche ingenuità
1 dicembre 2003
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