La riapertura del primo piano del Museo di Capodimonte di Napoli, avvenuta nel 1995, è stata l’occasione che ha consentito la sistemazione della Quadreria farnesiana,
dell’Appartamento storico, dell’Armeria farnesiana e borbonica e delle raccolte
di oggetti rari.

L’intervento architettonico e di restauro è andato di pari passo con quello
più di dettaglio e di comunicazione e, se si vuole, di design, secondo un modo di procedere proprio del progetto totale. Infatti, il gruppo di progettisti ha saputo mettere
in atto un processo pluri-disciplinare in cui le differenti competenze potessero interagire
fra loro senza sovrapposizioni, in maniera organica.

In termini prima concettuali e poi operativi, le varie problematiche – espositive, tecnologiche di sicurezza e comunicativo-informative – sono state poste sul medesimo piano, dando priorità al progetto e alla sua realizzazione, in un continuo dialogo, non
solo dal punto di vista scientifico, con la committenza.
Il progetto di comunicazione ambientale, per l’orientamento e la didascalica, costituisce così un progetto nel progetto, che integra e completa, con pari dignità, gli interventi allestitivi e di recupero funzionale.

 

           

 
 

 

   
 

In tal senso il sistema della didascalica è esemplificativo. Le didascalie delle opere sono
contenute in tasche di plexiglass agganciate a coni in ghisa o ad archi di metallo fissati
a parete, su cui appoggia l’alloggio delle aste in fibra di carbonio, che assolvono alla funzione di dissuasori e distanziatori. In questo modo la stessa struttura ha la doppia funzione di supporto agli elementi comunicativi e di sicurezza.

I supporti sono stati progettati facendo riferimento, da un lato, a tabelle ergonomiche
per determinare inclinazione e altezza da terra delle tasche in plexiglass, dall’altro,
alle scale di leggibilità dei caratteri tipografici sulla base del corpo e della quantità di
luce presente negli ambienti, cha hanno consentito di determinare corpi e pesi in cui comporre le didascalie.

In tempi successivi all’apertura è stata fornita agli uffici del Museo anche una maschera digitale per la compilazione e il costante aggiornamento delle didascalie.


 
 
   
 
 
 
 
 

Il problema dell’orientamento e della riconoscibilità delle sezioni si è articolato definendo le piante per l’orientamento, differenziando cromaticamente le sezioni del Museo e disegnando una famiglia personalizzata di pittogrammi.

Il senso di planimetria storica delle piante del Museo è stato confermato semplificando il tratto relativo alla muratura, conservando però quelli caratteristici (paraste, lesene, pilastri).

Il sistema cromatico
, invece, è subordinato al carattere dei diversi spazi espositivi: ogni sezione è identificata da un colore differente, confermato poi come costante in tutte le segnalazioni che la riguardano. Ad esempio, sulle didascalie viene riportata la pianta del museo con l’evidenziazione planimetrica delle sale interessate.
In questo modo si è inteso costruire visivamente un unico motivo conduttore tra gli elementi di orientamento e quelli più strettamente informativi.

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   

Piccola ma agguerrita casa editrice napoletana attiva dal 2002, il cui nome fa venire in mente un luogo leggendario: il castello-prigione d’if, da cui evade il Conte di Montecristo, il personaggio più famoso di Alexandre Dumas.

Vi sono collane di narrativa e filastrocche per bambini e ragazzi (corredate da schede didattiche), poesia, manuali e alcuni autori “pesanti” (Frasca, Graffi…).

 

 
 
 
 
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